La Compagnia del Cigno: il conservatorio Cesare Pollini di Padova prende le distanze

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La Compagnia del Cigno: il conservatorio Cesare Pollini di Padova prende le distanze

Nonostante i 6 milioni di telespettatori a puntata, la nuova fiction Rai diretta da Ivan Cotroneo, La Compagnia del Cigno, sembra non ottenere il consenso degli "addetti ai lavori". La lunga e attenta selezione nei conservatori italiani che ha portato nel cast ben 7 dei migliori allievi delle Scuole di musica di tutto il paese; la presenza di tanti attori importanti nei ruoli adulti; il benestare di uno dei più illustri atenei di musica, il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, sembrano non essere bastati alla serie per ottenere l'approvazione di pubblico, critica e istituzioni. Se infatti gli spettatori hanno premiato con il 24% di share la fiction, critica e addetti ai lavori hanno bocciato il prodotto. I due post, pubblicati rispettivamente l'8 e il 9 gennaio sulla pagina facebook del Conservatorio Cesare Pollini, sono la riprova di una promessa tradita: autori sceneggiatori e regista sembrano essere stati incapaci di raccontare, come annunciato, la realtà dei Conservatori italiani "la fiction ha solo aiutato a diffondere false credenze, autentiche contraffazioni della realtà, stereotipi del tutto irreali riguardanti le figure degli studenti e dei docenti di musica ", queste le dichiarazioni del Direttore Leopoldo Armellini. Di seguito il primo dei due post pubblicati dall'Ateneo:

Il Conservatorio di Padova prende opportunamente distanza dal Film "La Compagnia del Cigno" trasmesso dalla Radio Televisione Italiana a partire dal 7 gennaio 2019. Si tratta di una mediocre parodia, di una caricatura di ciò che è la reale vita degli studenti e dei docenti nei Conservatori di Musica. Si ritiene, inoltre, che il Servizio Pubblico non dovrebbe spendere soldi pubblici per diffondere false credenze, autentiche contraffazioni della realtà, stereotipi del tutto irreali riguardanti le figure degli studenti e dei docenti di musica. Il denaro pubblico utilizzato per produrre e trasmettere un telefilm così completamente inadeguato sarebbe stato meglio impiegato per mettere in sicurezza le numerosissime sedi fuori norma, se non pericolanti, dei Conservatori del nostro Paese.

A questo primo post - chiara nella chiusura l'aspra critica contro la Rai e lo sperpero di denaro pubblico - ne è seguito un secondo pubblicato sulla pagina ufficiale del Conservatorio ieri in tarda serata. L'istituto, dopo aver ammesso pubblicamente il suo obiettivo, prende ancora una volta le distanze dal messaggio della fiction:

Il precedente post sul telefilm "La Compagnia del Cigno" ha raggiunto i suoi obiettivi. Le visualizzazioni, i commenti (tutti rispettabili) e le condivisioni hanno raggiunto una massa critica idonea a che la gente si interessi finalmente ai Conservatori. Perché, anche se qualcuno ha detto che sono inutili e obsoleti, essi esistono e hanno una loro storica e attuale funzione culturale e sociale. E a insegnarci ci sono numerosi docenti di grande valore umano e professionale. Il telefilm ruota invece attorno ad alcune figure molto negative e descrive un'atmosfera cupa e triste, quasi rassegnata. L'opposto della fiction "Saranno famosi", più volte citata nei commenti. Oggi, i Conservatori sono luoghi di condivisione di culture diverse, di esperienze, di scoperta della bellezza, di integrazione. Secondo le statistiche, non si fa uso di droga, non c'è bullismo e il disagio giovanile è sotto la media nazionale. Purtroppo, queste antiche istituzioni sono afflitte da lungo tempo da tagli ai finanziamenti, dal disinteresse delle Istituzioni, dal caos normativo. Al Conservatorio di Padova la Provincia non pagherà più le utenze (luce, acqua, riscaldamento), dobbiamo mettere mano ai contributi degli studenti per assicurare la vivibilità della Sede, cosa che non spetterebbe a noi per legge. Eppure ci siamo, insegniamo ai nostri studenti la sensibilità, la disciplina, l'amore per lo studio e la scoperta, lo svelamento. Tra tante difficoltà manteniamo il punto con passione e dedizione e non molleremo. Perché abbiamo una vocazione e le nostre aspirazioni non si manifestano brutalizzando i nostri studenti ma praticando al massimo delle nostre possibilità, l'antica arte della maieutica. Siamo perfetti? No! Siamo autoreferenziali? Forse si. Siamo esseri umani imperfetti. Ai giovani telespettatori che non sanno se nei Conservatori ci siano o meno personaggi così violenti come quelli descritti nel telefilm dico che non è così, che quella trasmessa è una narrazione deformata per catturare l'attenzione del telespettatore. Agli adulti che non ci conoscono, chiedo di leggere la parte che ci riguarda del 34° Rapporto del CENSIS (vedi link). Grazie a tutti per esservi accorti che esistiamo. Leopoldo Armellini (Direttore del Conservatorio "C. Pollini" di Padova)

Leggi: La Compagnia del Cigno Anticipazioni Terza puntata di lunedì 14 gennaio 2019



Sofia Gusman
  • Co-responsabile della sezione TV di westchestercountyproperties.com
  • Esperta di linguaggi e tecniche del giornalismo
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