Spider-Man: Un Nuovo Universo Recensione

Titolo originale: Spider-Man: Into the Spider-Verse

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Spider-Man: Un nuovo universo, la recensione del film animato su Miles Morales

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Spider-Man: Un nuovo universo, la recensione del film animato su Miles Morales

Poco dopo essere entrato in una scuola facoltosa, l'adolescente Miles Morales, in rotta col babbo e affezionatissimo allo zio, viene punto dal proverbiale ragno che lo trasforma in Spider-Man. O aspirante tale, perché a dir il vero Spider-Man già esiste ed è il nostro buon vecchio Peter Parker. Ma cosa sta succedendo?

Pare che la Sony Pictures Animation abbia realizzato in corso d'opera che il progetto di Spider-Man: Un nuovo universo, scritto anche da Phil Lord e coprodotto dal suo abituale sodale Chris Miller, fosse qualcosa di speciale. Affidato alle cure registiche di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman (il secondo aveva diretto Le cinque leggende per la DreamWorks Animation), questo è un lungometraggio la cui importanza travalica forse i suoi contenuti, almeno in questo momento storico del cinema americano.

Il personaggio di Miles Morales, rilettura più giovane e black di Spider-Man, è nato sui fumetti Marvel dai testi di Brian Michael Bendis e dalle matite della nostra Sara Pichelli. Non si può effettivamente considerare un reboot, perché la sua vicenda è impostata per... incastonarsi in quelle originali che tutti conosciamo, è un'alternativa più che una sostituzione. Narrativamente il film riesce a dare un colpo al cerchio e uno alla botte: la vicenda di Miles è nella sostanza piuttosto seria, figuracce di rito a parte, quindi rispetta ciò che ci si attende da un cinecomic. Allo stesso tempo tuttavia, in un incrocio tra Deadpool e le eruzioni di cultura pop nei Lego Movie, ciò che circonda Miles sfonda la quarta parete e sguazza nel sarcasmo goliardico della strizzatina d'occhio. Nei contenuti quindi Un nuovo universo sembra un ponte tra lo spirito autoironico che avevano i testi di Stan Lee già negli anni Sessanta, e l'ammiccamento ossessivo al fandom tipico dei nostri tempi, a misura di Comic-Con (persino citato!).

Al di là però della sceneggiatura, Spider-Man: Un nuovo universo lascia davvero a bocca aperta per altre ragioni. Nonostante sia l'ennesimo tentativo della Sony di sfruttare la vecchia licenza Marvel per non perdere del tutto i diritti di sfruttamento, segue perfettamente la ricerca della Sony Pictures Animation di una CGI con un'anima 2D. Gli Hotel Transylvania e Piovono polpette avevano già suggerito questo percorso di antirealismo, caricatura e ricerca grafica. Spider-Man: Un nuovo universo compie un passo avanti, ibridando la computer grafica con retini, linea di contorno, effetti psichedelici, inserimenti di animazioni 2D doc, colori netti, contrasti tagliati con l'accetta. La Disney anni fa aveva inaugurato questi esperimenti col cortometraggio premio Oscar Paper Man, per poi mancare di coraggio nel trasferirli sulla lunga durata. La Sony questo coraggio lo mostra oggi, bombardandoci le retine con uno dei film animati mainstream più funambolici degli ultimi anni.

C'è anche però un altro coraggio da segnalare, quello che strappa il vero applauso. Siamo impotenti e tristi di fronte all'idea che il fotorealismo digitale sia venduto come il "passo avanti" dell'animazione hollywoodiana: negli ultimi anni stiamo accettando che il 2D stilizzato di La bella e la bestia, Dumbo o Il re leone sia "aggiornato" da un presunto "realismo adulto" dei remake. Ebbene, proporre oggi una cosa come Spider-Man: Un nuovo universo significa, vivaddio, compiere un processo inverso e urlare un manifesto opposto. La Sony ribadisce la bellezza di un approccio creativo e originale, bidimensionale, caricaturale, persino acido, a un materiale che oggi tutti concepiamo dal vero, con gli attori. Materiale tuttavia pur sempre nato da matite, chine e colori.
Un nuovo universo si trova quindi a omaggiare l'eredità dell'appena scomparso Stan Lee nel modo più romantico, con le suggestioni della carta, e allo stesso tempo esige dal pubblico che riscopra le emozioni attraverso il filtro della fantasia visiva scatenata, senza impigrirsi nel "realismo". Sì, Spider-Man: Un nuovo universo è un bel "cartone animato" e non ha paura di esserlo nel mercato di massa occidentale. Si sia fan o meno dei supereroi, si sia stanchi o meno di Spider-Man e derivati, è per quest'impresa che vale la pena fare il tifo.

Spider-Man: Un Nuovo Universo
Il Secondo Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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